Intervista con Irene Raspollini

Cattura

Come sei arrivata all’arte, o come l’arte è arrivata da te?

Ho sempre avuto una predisposizione naturale per il disegno e l’ho sempre coltivata con grande passione. Questo ha fatto sì che fin da piccola mi interessassi all’arte dei grandi maestri del passato e, con il tempo, anche alle ultime proposte dell’arte contemporanea. L’arte è qualcosa di cui ho bisogno, qualcosa di cui sento la necessità quotidianamente e di cui riconosco l’immensa utilità per il genere umano: essendo un atto comunicativo per tanti versi trasversale e multisensoriale, ne riconosco l’enorme potenziale. Sono autodidatta (ho compiuto studi di laurea e specializzazioni post-universitarie in tutt’altra direzione), quindi ho cominciato molto tardi a considerare l’idea di trasformare le mie abilità in pittura da semplice hobby in qualcosa di più serio. Parliamo di circa 5 anni fa, quando a forza di insistere e di sperimentare ho cominciato a mettere a punto un mio stile personale e riconoscibile. Con il tempo, dopo aver realizzato le prime opere “forti”, ho provato a propormi soprattutto sul mercato internazionale da artista indipendente, contattando gallerie, cercando opportunità espositive e utilizzando social network e varie piattaforme di vendita on line. Una volta arrivate le prime conferme ho dedicato sempre più tempo alla mia crescita come artista, fino a dedicarmi esclusivamente a questa professione. Al momento ho esposto in 7 paesi ed ho collezionisti un po’ in tutto il mondo. Non lo avrei mai creduto e sono entusiasta della grande passione che le persone hanno ancora verso la pittura.

Da dove trai ispirazione?

L’ispirazione può arrivare da tante fonti: da studi e letture, esperienze personali, viaggi, persone, avvenimenti. Ho un grande amore per l’arte popolare senza distinzioni geografiche, con una predilezione per gli elementi kitsch latinoamericani ed orientali. Amo molto i contrasti cromatici, i pattern, le soluzioni geniali degli artisti borderline. Mi piace inoltre l’artigianato artistico dell’antichità, soprattutto le ceramiche etrusche e le antiche maioliche di area islamica. Spesso ciò che assorbo in termini di suggestioni visive si ripresenta, metabolizzato e reinterpretato, dopo qualche mese, a volte con risultati singolari.

Dipinto di Irene Raspollini: Cuidado, 2016, Acquarello ed Acrilico su Tela, 70 x 70 cm (cornice su richiesta)

Il tuo approccio e il tuo processo sono cambiati durante la tua carriera artistica?

Certamente, e immagino che continueranno a cambiare fintanto che avrò la capacità di imparare. Essere autodidatti in questo non aiuta molto, infatti per me la fatica più grande è proprio quella di perfezionare da sola un metodo di apprendimento, soprattutto tecnico, che sia efficace per la realizzazione di opere di buona qualità e che mi consenta allo stesso tempo di tradurre in immagine le idee, cosa che non sempre riesce in modo fedele. Trovo che la capacità di apprendere e la volontà di lavorare seriamente siano due doti da coltivare costantemente e con determinazione, poiché su di esse si basa tutto il resto. Credo che il punto di svolta nella mia maturazione artistica sia l’aver compreso la capacità comunicativa di un’opera d’arte e l’aver smesso di considerare un dipinto come la sola espressione di elementi legati alla propria persona e al proprio vissuto, per riconoscerne l’intrinseco potere dialogico con gli spettatori.

Dipinto di Irene Raspollini: The Boxer, 2018, acquarello e acrilico su tela, 80 x 60 cm (telaio di supporto)
Dipinto di Irene Raspollini: The Boxer, 2018, Acquarello ed Acrilico su Tela, 80 x 60 cm (telaio di supporto)

Puoi parlarci un po ‘dell’idea e del processo di creazione del dipinto “Alpha Males”?

“Alpha males” è un’opera molto ironica, come molti dei miei lavori. Nel dipinto si vedono due presunti maschi alfa: uno è una specie di moderno dandy vestito in colori sgargianti, l’altro è un mandrillo, che nella cultura italiana è spesso usato come metafora per descrivere qualcuno con una esuberante pulsione sessuale. Il tutto in una composizione raggelata da fotoritratto dei primi del ‘900, con tanto di succulenta pendente dal soffitto, sfondo geometrico e divanetto kitsch. E’ un dipinto in cui, nonostante siano molteplici, i riferimenti alla virilità sono tutti sottilmente fuori posto, e per questo non sortiscono l’effetto sperato. L’opera è stata dipinta in una prima versione nel 2017, è stata esposta a Londra e St. Albans ed è ritornata nel mio studio da poche settimane. Per qualche ragione non mi soddisfaceva, quindi l’ho ritoccata in modo abbastanza sostanziale, perfezionando alcuni dettagli e saturando ancora di più i colori. Di solito ho molte remore a ritoccare opere che ritenevo concluse, ma stavolta non ho resistito.

Dipinto di Irene Raspollini: Alpha Males, 2018, Acquarello ed Acrilico su Tela, 100 x 70 cm (con cornice)

Il tuo lavoro interagisce l’attualità e con la società contemporanea? Se sì, come?

I miei dipinti descrivono in maniera surreale alcune delle caratteristiche della moderna società occidentale, anche se solo in pochi casi si riferiscono strettamente a fatti di attualità o a temi politici. Mi piace molto giocare con i contrasti e soprattutto con le contraddizioni della nostra epoca, per cui ritengo che la mia pittura sia molto legata al momento in cui viviamo.

Dipinto di Irene Raspollini: Hermanitas, 2018, Acquarello ed Acrilico su Tela, 70 x 70 cm (telaio di supporto) 

 

Profilo di Irene Raspollini su Singulart : https://www.singulart.com/it/artista/irene-raspollini-1471 

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