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5 minuti con Irene Raspollini: l’arte di essere autodidatti

1. Come sei arrivata all’arte o come l’arte è arrivata da te?

Ho sempre avuto una predisposizione naturale per il disegno e l’ho sempre coltivata con grande passione. Questo ha fatto sì che fin da piccola mi interessassi all’arte dei grandi maestri del passato e con il tempo anche alle ultime proposte dell’arte contemporanea. L’arte è qualcosa di cui ho bisogno, qualcosa di cui sento la necessità quotidianamente e di cui riconosco l’immensa utilità per il genere umano: essendo un atto comunicativo per tanti versi trasversale e multisensoriale ne riconosco l’enorme potenziale.

Sono autodidatta (ho compiuto studi di laurea e specializzazioni post-universitarie in tutt’altra direzione) quindi ho cominciato molto tardi a considerare l’idea di trasformare le mie abilità pittoriche da semplice hobby in qualcosa di più serio. Parliamo di circa 5 anni fa, quando a forza di insistere e di sperimentare ho cominciato a mettere a punto un mio stile personale e riconoscibile.

Con il tempo, dopo aver realizzato le prime opere “forti”, ho provato a propormi soprattutto al mercato internazionale da artista indipendente contattando gallerie, cercando opportunità espositive e utilizzando social network e varie piattaforme di vendita on line.
Una volta arrivate le prime conferme ho dedicato sempre più tempo alla mia crescita come artista fino a dedicarmi esclusivamente a questa professione.

Al momento ho esposto in 7 paesi ed ho collezionisti un po’ in tutto il mondo. Non lo avrei mai creduto e sono entusiasta della grande passione che le persone hanno ancora verso la pittura.

2. Da dove trai ispirazione?

L’ispirazione può arrivare da tante fonti: da studi, letture, esperienze personali, viaggi, persone, eventi.
Ho un grande amore per l’arte popolare senza distinzioni geografiche, con una predilezione per gli elementi kitsch latinoamericani ed orientali.
Amo molto i contrasti cromatici, i pattern, le soluzioni geniali degli artisti borderline. Mi piace, poi, l’artigianato artistico dell’antichità soprattutto le ceramiche etrusche e le antiche maioliche di area islamica.
Spesso ciò che assorbo in termini di suggestioni visive si ripresenta, metabolizzato e reinterpretato, dopo qualche mese con risultati inaspettati.

Passeranno questi strali di pubertà, 2019, Irene Raspollini

3. Il tuo approccio all’arte è  cambiato durante la tua carriera?

Certamente, e immagino che continuerà a cambiare fintanto che avrò la capacità di imparare. Essere autodidatti in questo non aiuta molto: la fatica più grande per me è stata proprio quella di perfezionare da sola un metodo di apprendimento, soprattutto tecnico, che fosse efficace per la realizzazione di opere di buona qualità e che mi consentisse allo stesso tempo di tradurre fedelmente in immagini le mie idee.
Credo che la capacità di apprendere e la volontà di lavorare seriamente siano due doti da coltivare costantemente e con determinazione perché è su di esse che si basa tutto il resto.

La regina della giornata,2020, Irene Raspollini

Il punto di svolta nella mia maturazione artistica è stato l’aver compreso la capacità comunicativa di un’opera d’arte e l’aver smesso di considerare un dipinto come la sola espressione di elementi legati alla propria persona e al proprio vissuto per riconoscerne l’intrinseco potere dialogico con gli spettatori.

4. Puoi parlarci un po’ dell’idea e del processo di creazione del dipinto “Alpha Males”?

“Alpha males” è un’opera ironica, come molti dei miei lavori.
Nel dipinto si vedono due presunti maschi alfa: uno è una specie di moderno dandy vestito in colori sgargianti, l’altro è un mandrillo che nella cultura italiana è spesso usato come metafora per descrivere qualcuno con una esuberante pulsione sessuale.
Il tutto in una composizione raggelata da fotoritratto dei primi del ‘900 con tanto di succulenta pendente dal soffitto, sfondo geometrico e divanetto kitsch. E’ un dipinto in cui nonostante siano molteplici i riferimenti alla virilità sono tutti sottilmente fuori posto e per questo non sortiscono l’effetto sperato.
L’opera è stata dipinta in una prima versione nel 2017, è stata esposta a Londra e St. Albans ed è ritornata nel mio studio da poche settimane.
Per qualche ragione non mi soddisfaceva…così l’ho ritoccata perfezionando alcuni dettagli e saturando ancora di più i colori.
Di solito ho molte remore a ritoccare opere che ritenevo concluse ma stavolta non ho resistito.

Alpha males,2018, Irene Raspollini

5. Il tuo lavoro interagisce con l’attualità e con la società contemporanea? Se sì come?

I miei dipinti descrivono in maniera surreale alcune delle caratteristiche della moderna società occidentale anche se solo pochi casi si riferiscono strettamente a fatti di attualità o a temi politici.
Mi piace molto giocare con i contrasti e soprattutto con le contraddizioni della nostra epoca, penso quindi che la mia pittura sia molto legata al momento in cui viviamo.

Visita il profilo di Irene Raspollini su Singulart: https://www.singulart.com/it/artista/irene-raspollini-1471

Altri pittori italiani: https://www.singulart.com/it/artisti/italiani

La collezione di Singulart dedicata ad altri artisti made in Italy: https://www.singulart.com/it/collezione/la-dolce-vita-singulart-s-italian-artists-485