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Singulart incontra… Franco Bulfarini, un’artista dalle mille sfaccettature

1. Raccontaci un po’ il tuo percorso da artista.

Da artista mi sono inizialmente impegnato per apprendere le tecniche pittoriche tradizionali, solo con il tempo mi sono reso conto che saper dipingere per me era un mezzo per comunicare, non solo pura decorazione.
Nel periodo di formazione scolastica gli insegnanti di belle arti si erano accorti delle mie attitudini tanto per la pittura quanto per la scultura, non solo per la mia capacità di “fare” quanto piuttosto per il trasporto e la passione che mettevo in quel “fare”. Con l’adolescenza sono subentrate scelte obbligate di natura economica che mi hanno portato a deviare dal percorso stabilito fino ai 23 anni, quando ho iniziato a riprendere in mano la mia carriera da artista realizzando ritratti in una residenza per anziani. Dopo poco mi presentai al primo concorso di pittura in un paesino della bassa modenese (Cavezzo di Modena) dove mi guadagnai il primo premio. Da allora è stata una crescita continua di mostre e di esperienze che mi hanno portato all’idea di fondare nel mio paese di origine (Ravarino in provincia di Modena) un’associazione di artisti “La Bottega degli Artisti”, soprattutto pittori, che ho poi chiuso per dare vita, insieme ad altri artisti, ad un’altra associazione: “Artisti di Bottega” sempre con sede a Ravarino.

Sonda misteriosa, 2019, Franco Bulfarini
Sonda misteriosa, 2019, Franco Bulfarini

2. Quando lavori su un nuovo progetto quali sono i tuoi primi passi?

Il problema per un artista sorge quando l’ultima opera si conclude. Sento che mi pervade un vuoto esistenziale che si colmerà solo con la successiva opera. Non ripeto mai gli stessi schemi tecnici e progettuali, il mio animo è alla continua ricerca di nuove idee, di qualcosa che mi dia emozioni non solo dopo ma anche durante la fase esecutiva. Per questo preferisco realizzare poche opere, di qualità.

Solitamente porto le tele all’aperto pronte per donarsi al mio senso artistico e alla persona che sono in quel preciso momento. Inizio a lavorarci su con energia, cercando soluzioni cromatiche interessanti: faccio spesso uso di smalti e di tecniche miste creando le basi per la seconda lavorazione, quella in studio, che sarà tutt’altro che veloce. La lavorazione in studio è quasi sempre con i colori ad olio, anche se non di rado utilizzo colori acrilici o industriali di vario genere.
Quello che conta è il risultato finale che deve coinvolgermi in prima persona… solo allora l’opera potrà uscire dallo studio per consegnarsi al fruitore e alla sua lettura.

Rotta di collisione, 2009, Franco Bulfarini
Rotta di collisione, 2009, Franco Bulfarini

3. Il tuo approccio e il tuo processo sono cambiati durante la tua carriera d’artista?

Devo dire che inizialmente la mia pittura si svolgeva sul piano figurativo, con elementi spesso legati al surreale; la pura figurazione classica non mi ha mai coinvolto particolarmente. Insieme ad un altro artista nel 2010 ho teorizzato ed ideato l’indeterminismo estetico con lo scopo di dare vita ad un movimento artistico: ho creato diverse opere che speculavano sul cosmo e sull’infinito prevalentemente concepite con colori freddi.
Nel 2014 è nata l’esigenza di maggiore autonomia stilistica ed ho dato vita all’attuale “Figurazione Avveniristica”: qui i colori sono mutati completamente, data la prevalenza di rossi, arancioni, gialli sono uscito  da quella che potrei definire la fase blu “indeterminista”.
Entrare in sintonia con il cosmo per me ha significato togliere ogni spigolo. E’ l’uomo che crea le tensioni con le sue figure geometriche angolate che ho voluto ripudiare per assecondare la natura che ama, invece, le rotondità.

CREAZIONE DELLA QUINTA DIMENSIONE, 2017, Franco Bulfarini
CREAZIONE DELLA QUINTA DIMENSIONE, 2017, Franco Bulfarini

4. Cosa ti piace di più del tuo lavoro?

L’assenza mentale che provo quando mi immergo nella pittura, la gioia che provo quando un lavoro lo sento finito e quando il dipinto mi trasmette emozioni. Da quando carico il pennello di colore in poi sento di entrare in una dimensione priva di rigidità, una culla di valenza cosmica di tale serenità e di pace che non ne vorrei mai uscire.

5. Vuoi parlarci delle tue prossime esibizioni in programma?

Dopo il libro catalogo con la poetessa Victoria Dragone, un primo posto in un concorso dedicato all’arte quantistica che mi hanno galvanizzato dopo la mostra presso il Palazzo Ducale di Genova di inizio 2018 e le precedenti presenze a Padova, Parigi, Mantova, Milano sono molto ricercato da gallerie di tutt’Italia (risulto recentemente fra i selezionati nella prestigiosa Collezione Sgarbi). Ho pertanto in proposito di preparare un percorso di personali per il 2019 puntando su nuove opere di “Figurazione Avveniristica”, ma non escludo anche esibizioni all’estero.

Cellula del microcosmo in viaggio nel macrocosmo, 2009, Franco Bulfarini
Cellula del microcosmo in viaggio nel macrocosmo, 2009, Franco Bulfarini

Visita il profilo di Franco Bulfarini su Singulart: https://www.singulart.com/it/artista/franco-bulfarini-1588

Altri pittori italiani:: https://www.singulart.com/it/artisti/italiani

La collezione di Singulart dedicata ad altri artisti made in Italy: https://www.singulart.com/it/collezione/la-dolce-vita-singulart-s-italian-artists-485