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Frida Kahlo e il suo Autoritratto con collana di spine

Autoritratto con collana di spine è tra i dipinti più celebri di Frida Kahlo. L’artista era nota per gli elementi autobiografici del suo lavoro e Autoritratto con collana di spine non smentisce questa credenza poiché ricco di simboli del passato messicano di Frida. Singulart rivela il simbolismo presente in quest’opera iconica oltre ad esplorare gli autoritratti di Kahlo e come l’orgoglio per la propria cultura abbia influenzato il suo stile.

Gli autoritratti più celebri di Frida Kahlo

Kahlo dichiarò: “Dipingo autoritratti perché sono spesso sola, perché sono la persona che conosco meglio”. Durante la sua vita, l’artista ha realizzato 143 opere d’arte, 55 delle quali autoritratti. È diventata famosa per gli elementi autobiografici che costellano le sue opere e che ritraggono spudoratamente la il suo quotidiano. Ognuno dei suoi autoritratti racchiude un qualche elemento di dolore, sia fisico, come in Il cervo ferito, sia emotivo, come in Autoritratto con collana di spine.

Uno dei primi autoritratti di Kahlo fu Autoritratto con vestito di velluto.
A differenza dei suoi lavori successivi, quest’ultimo mostra alcune influenze delle tecniche artistiche europee, in particolare nelle mani e nel collo allungati e nelle onde stilizzate sullo sfondo. Da quando Kahlo iniziò a esplorare le proprie radici messicane, dimostrando un certo interesse per l’argomento soprattutto dopo il matrimonio con Diego Rivera, cominciò a includere nei propri lavori una componente consistente dedicata al simbolismo messicano. L’influenza del movimento surrealista si manifestò anche nei ritratti, in particolare in opere come Ospedale Henry Ford e La colonna rotta.

Sembrava che non ci fosse nessun soggetto che Kahlo non volesse raccontare attraverso i suoi ritratti. Il dolore per il divorzio da Rivera si può vedere in pezzi come Le due Frida e naturalmente Autoritratto con collana di spine, mentre pezzi come La colonna rotta e Senza speranza suggeriscono l’angoscia di Kahlo per il suo continuo deterioramento fisico. Anche la sua sterilità è esplorata in opere come Radici, con Ospedale Henry Ford che fa riferimento direttamente all’aborto spontaneo avuto da Frida in quell’ospedale: “Non dipingo mai sogni o incubi. Dipingo la mia realtà”.

Autoritratto con collana di spine

Autoritratto con collana di spine (1940)

Questo autoritratto è stato realizzato dopo il divorzio di Kahlo da Diego Rivera. Sebbene i due avessero vissuto una relazione tumultuosa, con entrambi che conducevano relazioni extraconiugali, Kahlo fu particolarmente devastata quando Rivera iniziò una relazione con la sorella minore Cristina. Tuttavia, fu Rivera a chiedere il divorzio quando Kahlo tornò dall’esposizione dei suoi lavori a New York e Parigi.

Autoritratto con collana di spine mostra Kahlo che guarda dritto verso il suo pubblico, coinvolgendo immediatamente lo spettatore. È dipinta davanti a una foresta di foglie verdi tropicali, vestita con una vestaglia bianca. Sulla sua testa, due farfalle si posano sulla sua elaborata acconciatura, con due libellule che volano vicino a lei. Kahlo si è dipinta con una collana di spine, con le punte che le bucano la pelle e la fanno sanguinare. Una scimmia sulla spalla destra le tira la collana, mentre un gatto nero sulla sinistra le inarca la schiena. Un colibrì capovolto riposa alla base della sua gola.

Sono presenti nel dipinto ovvie sfumature religiose, basti vedere l’uso della corona di spine che rimanda direttamente a Gesù. Kahlo si è dipinta come una martire cristiana, sopportando il dolore del suo matrimonio fallito. È stato anche suggerito che le farfalle simboleggino la resurrezione.

Il colibrì ha una particolare importanza per l’eredità messicana di Kahlo. Nella cultura messicana, i colibrì indicano l’innamoramento e sono usati nei ciondoli dell’amore, ma il fatto che questo colibrì sia nero e senza vita suggerisce la desolazione che Kahlo provò dopo la fine del suo matrimonio. In alternativa, il colibrì potrebbe simboleggiare Huitzilopochtli, il dio azteco della guerra. Questo dio era spesso raffigurato come un colibrì, o con un elmo a forma di colibrì blu o verde.

Rivera havevaa regalato a Frida una scimmia come animale domestico, così la scimmia sulla schiena potrebbe essere un riferimento diretto a Rivera. Si pensa anche che la scimmia possa simboleggiare il diavolo, e che nell’opera d’arte si opponga a Kahlo tirando la collana di spine. Il gatto nero è un simbolo di sfortuna e di morte e, in questa specifica raffigurazione, ha la schiena arcuata, il che suggerisce uno stato di agitazione.

Kahlo ha spesso usato flora e fauna vibranti come sfondo per i suoi autoritratti, per creare uno spazio claustrofobico brulicante di fertilità. Si pensa che l’enfasi del suo monosopracciglio e dei suoi baffi – con le linee delle sopracciglia che imitano l’apertura alare del colibrì intorno al collo – fosse intesa come un’affermazione femminista.

Frida Kahlo e il suo Messico

Kahlo è stata fortemente influenzata dal movimento di Mexicanidad, iniziato all’indomani della rivoluzione messicana. Il movimento era una resistenza alla “mentalità di inferiorità culturale” che era nata dal colonialismo e mirava a promuovere la storia e la cultura del popolo indigeno messicano. L’élite messicana credeva che il Messico dovesse emulare l’Europa e la cultura europea, quindi la cultura tradizionale messicana era guardata con disprezzo. Dopo essersi unita a un gruppo di attivisti chiamati i Cachucca, Kahlo iniziò a vestirsi in stile Tehuana, i coloratissimi abiti e scialli messicani che compaiono in molti dei suoi pezzi, come Il mio vestito è appeso là.

Frida Kahlo, My Dress Hangs There (1933)
Frida Kahlo, Il mio vestito è appeso là (1933)

I critici hanno sostenuto che gli autoritratti di Kahlo non ritraggono solo la sua vita personale, ma anche la riforma politica e sociale avviatasi nel suo amato Messico. Nel saggio Culture, Politics and Identity in the Paintings of Frida Kahlo, la storica dell’arte Jane Helland scrive: “Il dolore personale di Kahlo non dovrebbe eclissare il suo impegno per il Messico e per il popolo messicano. Mentre cercava le proprie radici, ha anche espresso preoccupazione per il suo Paese che lottava per un’identità culturale indipendente”.

Il già citato Il mio vestito è appeso là può essere visto come una critica agli Stati Uniti: gli Stati Uniti sono rappresentati come un luogo senz’anima con grattacieli e fabbriche, mentre il Messico è rappresentato come un terreno verdeggiante, rigoglioso e fertile.

 Frida Kahlo, Self-Portrait on the Border (1932)
Frida Kahlo, Self-Portrait on the Border (1932)

L’amore e l’orgoglio feroce di Kahlo per la sua eredità le hanno assicurato un posto da icona nella cultura messicana. La sua ex casa condivisa con Rivera, La Casa Azul, è oggi un museo dedicato alla sua vita e al suo lavoro.

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