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Il futuro delle fiere d’arte contemporanea dopo la pandemia

La crisi sanitaria da Covid-19 ha costretto molte fiere d’arte contemporanea a rimandare o annullare le edizioni primaverili mentre quelle previste per la stagione autunnale dovrebbero poter vedere la luce. Una situazione, quella che stiamo vivendo, frustrante un po’ per tutti e anche per noi di Singulart che abbiamo visto rimandate diverse fiere d’arte che si sarebbero dovute tenere in primavera/estate. Per poter prendere le giuste decisioni, rassicurare i nostri artisti e guardare al futuro, ci siamo confrontati con quattro direttori di fiere d’arte internazionali e insieme abbiamo parlato dell’incertezza riguardo al futuro dell’arte post Coronavirus.

Se è vero che le fiere d’arte contemporanea sono il luogo predilettoper l’acquisto di opere, è anche vero che la loro esistenza non si riduce a una mera funzione commerciale. Si partecipa alle fiere d’arte contemporanea per scoprire nuovi talenti, per fiutare le tendenze attuali, per incontrare e discutere con artisti, galleristi, curatori e altre personalità del mondo dell’arte.

Luogo di scoperte e di emozioni, le fiere d’arte contemporanea sono diventate crocevia internazionale. Collezionisti e gallerie percorrono migliaia di chilometri più volte all’anno per partecipare alle “Settimane d’Arte Contemporanea” a Londra, Parigi, Miami e New York, per vedersi di persona e scambiarsi opinioni sul mondo dell’arte.
Come conciliare allora le nuove disposizioni post pandemia senza trascurare le esigenze intriseche di una fiera d’arte? 

Art Paris e 1-54: La scelta del digitale  

Sia Art Paris che 1-54 New York hanno scelto di trasferire le proprie fiere direttamente online. 

Guillaume Piens, Curatore generale di Art Paris, ci racconta il duro colpo causato dall’annullamento della fiera:

“Con il cuore pesante abbiamo preso la decisione di annullare la fiera del 14 aprile, nonostante gli scenari che si stavano prendendo in considerazione fossero numerosi. Doveva essere la nostra ultima edizione al Grand Palais prima di trasferirci al Champ de Mars nel 2021. Potete anche immaginare la profonda delusione dei nostri team, insieme ai nostri partner e fornitori coinvolti nell’organizzazione di un evento così grande, per non parlare delle drammatiche conseguenze che questo comporta per le nostre gallerie. Abbiamo prima considerato di rimandare l’evento al 27 – 31 maggio e poi, una volta appurata l’impossibilità, abbiamo valutato la possibilità di organizzare la fiera dal 2 al 5 luglio. Il prolungamento del divieto fino a metà luglio ha infranto queste speranze e, quel che è peggio, ci siamo resi conto che il virus e le sue conseguenze avrebbero influenzato anche il calendario autunnale”.

Margaux Huille, direttore della comunicazione del 1-54, ci racconta come si stanno mantenendo i rapporti con i collezionisti in un periodo tanto complicato:

“Organizzare una fiera completamente virtuale è ovviamente una novità assoluta per 1-54.  Abbiamo cercato di ricreare questo legame umano e personale attraverso i contenuti che abbiamo prodotto fin dall’inizio del confinamento. Per esempio, abbiamo incontrato artisti che dovevano esporre in fiera, ovviamente in video, per vedere i loro studi e farci raccontare il proprio lavoro.”

Art Paris e 1-54 si svolgeranno nell’arco di un mese per “massimizzare i potenziali incontri tra il pubblico e gli artisti che presentiamo, piuttosto che incoraggiare una frenesia di click per qualche giorno”, sottolinea Margaux Huile. 

Le Affordable Art Fairs (fiere d’arte a prezzi accessibili) rimangono in pista!

Julie Constant, direttore regionale del gruppo Ramsay Art Fairs, ci racconta il nuovo programma delle fiere post Covid-19:

“Il nostro obiettivo primario è quello di poter rassicurare i collezionisti. Sicuramente in autunno saranno meno numerosi a visitare le fiere, ma speriamo che coloro che verranno saranno più concentrati e più propensi ad acquistare opere”. 

Come accoglierete i visitatori? 

“Dovremo accogliere i visitatori dando loro molto spazio, in modo che possano muoversi facilmente senza entrare in stretto contatto con gli altri. In una fiera, ci sono ore di punta previste da tutti, come la sera dell’inaugurazione che è aperta per un tempo limitato. La strategia con la crisi sanitaria è infatti opposta a quella che adottiamo di solito: evitare i picchi e avere un flusso continuo e organizzato di visitatori. Per questo prevediamo di estendere gli orari di apertura, creare aperture personalizzate con fasce orarie per ogni tipo di collezionista, lanciare la vendita di biglietti online per un determinato fuso orario, creare stand più ampi e distanziati e limitare rigorosamente il contatto umano a quello tra il collezionista e il gallerista”.

“Abbiamo piena fiducia nel futuro. Prendiamo ad esempio Hong Kong, che ha vissuto epidemie, quarantene e l’uso di maschere. Questo non ha impedito lo svolgimento del mercato e delle fiere d’arte contemporanea e Hong Kong è rimasta una figura dominante nel mercato dell’arte contemporanea, con eventi più grandi e meno affollati: questo è il modello che vedo per il nostro futuro.”

Julie Constant – Affordable Art Fairs

Scope Miami alleggerisce il budget per gli espositori

Annie Taylor, Exhibitor Relations Manager per Scope NYC e Miami, parla del piano di supporto della galleria:

“Siamo consapevoli che la crisi di Covid-19 ha imposto vincoli finanziari a molti dei nostri partecipanti abituali. Per facilitarli economicamente siamo orgogliosi di annunciare sovvenzioni a gallerie più giovani e meno stabili dal punto di vista finanziario. Mentre in passato abbiamo limitato il numero di richiedenti su invito, d’ora in poi ogni galleria avrà la possibilità di fare domanda. Le nostre sovvenzioni di viaggio vengono assegnate alle gallerie che percorrono lunghe distanze per esporre e le nostre sovvenzioni di programma sono destinate alle gallerie che faranno domanda per una mostra personale o tematica mirata.”

“Inoltre, siamo consapevoli che il costo di uno stand in una fiera è solo una parte delle spese di partecipazione, quindi ci impegniamo ad entrare in partnership vantaggiose, per le nostre gallerie, con compagnie aeree, hotel e società di logistica”.

È iniziata l’era di fiere più intime e locali?

“Eravamo chiaramente in un periodo di sovraccarico. Il numero di fiere si ridurrà man mano che l’economia si contrae e la dinamica locale e regionale diventerà ancora più importante. Mentre le grandi fiere resisteranno, l’accoglienza del pubblico dovrà essere ripensata, dato che i grandi raduni sono ormai fuori discussione. Allo stesso modo, è ovvio che gli strumenti digitali diventeranno una finestra privilegiata per accedere a mondi e orizzonti lontani”.

Guillaume Piens, Art Paris

“Pensiamo che sarebbe saggio regionalizzare le diverse edizioni del 1-54 selezionando più gallerie americane al 1-54 di New York o gallerie europee al 1-54 di Londra o gallerie africane al 1-54 di Marrakech. Questo tipo di decisione sembra sempre più necessaria, e potrebbe essere un modo per 1-54 di ancorarsi ancora di più al nuovo mercato dell’arte, aumentando al contempo la sua presenza online.” 

Margaux HuilLe, 1-54

Questi grandi protagonisti del mondo delle fiere d’arte hanno fiducia nel futuro e stanno imparando a reinventarsi e a digitalizzarsi. La virtualizzazione del mondo dell’arte sembra essere più che mai in espansione. Piccoli e grandi musei, gallerie, fiere ne riconoscono i vantaggi e soprattutto l’utilità. Se le fiere rivelano qui la loro importanza come piattaforma di interazione, Singulart apprezza particolarmente questa accelerazione della digitalizzazione e conferma il suo ruolo da protagonista nel mercato dell’arte contemporanea. 


Scopri le nostre collezioni dedicate agli artisti che Singulart aveva in scelto di presentare alla Discovery Art Fair di Colonia e alla Affordable Art Fair di Bruxelles nella primavera del 2020.